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Progetto-Pilota di Ricerca Botanica e Sperimentazione Agronomica in Valle d'Ansanto,
con focus su alcune Specie Officinali di tipo Medicinale spontanee del luogo,
finalizzato alla Produzione Prototipale di Fitoestratti a Forte Connotazione Territoriale
a favore dell'Industry Healthcare&Pharmaceutical

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Idea Progettuale

Il Progetto IntelliGenes – evocativo dell’intelligenza dei geni – vuole indagare scientificamente le proprietà fitoterapeutiche ed alimurgiche ovvero, in senso più lato, salutistiche di alcune specie officinali di tipo medicinale autoctone o, addirittura, endemiche di una particolarissima area interna della Campania: la Valle d’Ansanto, in Irpinia. 

L’obiettivo è quello di definire una loro propria «connotazione di diversità» rispetto alle omonime specie spontanee di altri luoghi, mediante la dimostrazione dell’esistenza di una speciale relazione, di tipo epigenetico, che intercorre tra le stesse ed il peculiare ambiente in cui vivono da sempre: un geosito unico al mondo, al centro del quale ribolle la Mefite, famosa sin dall’antichità, che incarna l’essenza stessa della Valle d’Ansanto.

L’indagine multidisciplinare intrapresa rappresenta il cuore pulsante del Progetto IntelliGenes e si propone di conseguire i seguenti risultati:
– sul fronte molecolare, ricercare all’interno dei materiali vegetali studiati degli specifici polimorfismi del DNA, sottostanti a precisi profili metabolici, da cui potrebbe aver originato una qualche attività biologico-funzionale assolutamente distintiva delle specie studiate;
– sul fronte agronomico, determinare, attraverso prove sperimentali svolte in parallelo – all’interno di due differenti contesti territoriali, secondo l’adozione di un modello comparativo – il ruolo che l’ambiente potrebbe aver giocato sullo sviluppo di tali particolarità.

Grazie alla combinazione dei dati ottenuti, si proverà ad identificare i cosiddetti «geni candidati» che potrebbero aver favorito la sedimentazione, in un tempo non definibile, di una tale «connotazione di diversità».

Infatti, laddove dovessero emergere variazioni fenotipiche in individui con lo stesso DNA, si potrà evidenziare la presenza di «meccanismi epigenetici di regolazione genica» utili ad accreditare l’ipotesi secondo cui le emissioni gassose provenienti dalla Mefite potrebbero avere influenzato il profilo metabolomico di quella che possiamo definire Flora Officinale Anxantica (FOA), determinando una sua «diversità» dal punto di vista dell’attività biologico-funzionale e, quindi, delle connesse proprietà fitoterapeutiche e, più in generale, salutistiche. 


Gruppo Operativo

Aziende Agricole

TERRANIMA di Nicola PALERMO | Rossella IACENDA | Concettina MARRA

Il Gruppo Operativo del Progetto IntelliGenes è stato costruito in maniera funzionale all’efficiente ed efficace espletamento delle attività previste in ciascun working package ed al conseguimento dei risultati generali attesi. Il partenariato poggia, infatti, sulle tre coordinate fondamentali di coerenza, completezza e competenza, in una logica di sinergica complementarietà tra i diversi componenti:

– il Capofila, l’azienda Promolab – società di Management&Scientific Consulting dedicata all’Industry Healthcare&Pharmaceutical, impegnata nell’ambito della consulenza strategica e della ricerca&sviluppo di nuove specialità medicinali – che, da promotrice del Progetto IntelliGenes, ha come principale interesse il disegno di concept formulativi di prodotti per la salute altamente innovativi sia per la matrice vegetale di derivazione sia per il radicamento al territorio di origine delle specie officinali impiegate; 

www.promolabgroup.it

– i Partner Agricoli, le tre aziende coinvolte ovvero «Terranima» di Nicola Palermo, oltre a «Rossella Iacenda» e «Concettina Marra» delle omonime Conduttrici tutte ubicate in piena Valle d’Ansanto, con affaccio privilegiato sulla Mefite – che partecipano al Progetto IntelliGenes sia in ragione di questa loro felice posizione logistica sia sulla base della loro ferma volontà di avviare un percorso condiviso di sperimentazione agronomica delle specie officinali autoctone con la finalità di favorire un più ampio processo di sviluppo del comparto all’interno del proprio territorio; 

MAPPA GEO-REFERENZIATA

 – il Partner Accademico, l’Università Federico II di Napoli e, più segnatamente, il Dipartimento di Agraria di Portici – che, oltre ad occuparsi della ricognizione botanica funzionale all’identificazione delle specie target da sottoporre ad analisi molecolari – riprodurrà presso i propri Campi Sperimentali, in parallelo rispetto a quanto svolto dalle Aziende Agricole, la sperimentazione agronomica al fine di verificare l’influenza di un differente ambiente sulle caratteristiche delle specie officinali indagate – a cui è affidato il delicato ruolo di coordinamento scientifico del Progetto IntelliGenes nella persona del Prof. Riccardo Motti, Docente di Botanica Sistematica e, dunque, Responsabile Tecnico-Scientifico

www.dipartimentodiagraria.unina.it


Scenario ed Opportunità

Il Progetto IntelliGenes  potrebbe rappresentare una straordinaria opportunità da cogliere su più fronti:

– quello scientifico, ovvero per il Mondo della Ricerca, per quanto attiene alla determinazione di una «connotazione di diversità» propria della Flora Officinale Anxantica (FOA) – mediante conduzione di analisi molecolari multidimensionali utili a delineare l’univocità del profilo genetico (DNA Barcode) e di quello metabolomico (Fingerprint) delle specie indagate, in conseguenza della loro naturale esposizione all’azione delle esalazioni derivanti dalla Mefite – in grado di estrinsecarsi in una qualche peculiare attività biologico-funzionale da andare a scoprire;

– quello agricolo, vale a dire per le Aziende Produttive, per quanto concerne la possibilità di avviare una sperimentazione agronomica funzionale alla verifica della sostenibilità di una successiva pratica agricola meglio organizzata e più estesa, in un’ottica di costituzione di un Consorzio di Produzione e Tutela delle «eccellenze officinali», sperabilmente eleggibili a marchio di qualità, che ci si attende di individuare in quel territorio;

– quello politico, ossia per Policymaker e Stakeholder, per quanto riguarda le azioni di rilancio che potranno adottare in ordine alla valorizzazione di un contesto agro-naturalistico-ambientale davvero «unico» e dalle potenzialità di sviluppo ancora inesplorate, specie sotto il profilo delle «eccellenze botaniche» che rimandano ad un’antichissima cultura, tramandata di generazione in generazione, che l’Unesco include tra gli asset più importanti del Patrimonio Intangibile dell’Umanità.


Sviluppi Scientifici

Il Progetto IntelliGenes è un’occasione da non perdere per il Mondo della Ricerca dal momento che – laddove venisse determinata questa «connotazione di diversità» della Flora Officinale Anxantica (FOA) – potrà essere inaugurata una «nuova linea di studio» sulla Disciplina dell’EtnoFarmacoBotanica incentrata sull’Epigenetica.

In tal senso, il «valore aggiunto» sarebbe rappresentato dal concetto di place of origin – declinabile fino a livelli territoriali molto circoscritti, come nel caso della Valle d’Ansanto, che si sviluppa su di una superficie di soli 10 kilometri quadrati – da cui prenderebbe forma un Modello di GeoPrototipazione in grado di dar vita a prodotti per la salute «unici» perché contraddistinti da quell’indissolubile radicamento al contesto originario che ne sancirebbe una inequivocabile e non ripetibile «identità».

La naturale evoluzione del Progetto IntelliGenes è, dunque, verso la «frontiera epigenetica» dal momento che, nel caso emergessero chiare evidenze scientifiche relative a variazioni fenotipiche in individui con il medesimo DNA, si potrebbe percorrere l’ipotesi dell’esistenza di meccanismi di regolazione genica (di natura epigenetica, appunto) che, alimentati dal fenomeno della Mefite, potrebbero aver indotto una tale «connotazione di diversità» all’interno delle specie officinali del luogo.

Pertanto,  il Progetto IntelliGenes, oltre ad essere il primo test di questo genere svolto sull’area geografica di riferimento, si colloca tra gli studi più innovativi del settore sia per la potenziale portata dei suoi sviluppi scientifici sia per le possibili positive ricadute socio-economiche sui territori oggetto d’indagine: da questo punto di vista, incarnando appieno uno spirito pionieristico, intende aprire una «nuova stagione della ricerca» nella quale diventi indifferibile coniugare la curiosità scientifica al bisogno di rilancio dei territori, specie di quelli localizzati nelle aree interne, come la Valle d’Ansanto.


Piattaforma Comune

In aggiunta, il Progetto intelliGENES potrebbe produrre uno straordinario impatto sull’economia agricola ed agro-industriale del luogo, mediante l’introduzione delle piante officinali negli schemi produttivi storicamente presenti nella Valle d’Ansanto, ma pur sempre nel rispetto della più autentica vocazionalità del territorio.

Infatti, le aziende agricole del posto valuterebbero certamente con favore la nascita di una «piattaforma comune» ovvero un «nuovo modello di progettazione agronomica», con coltivazione di specie appartenenti alla Flora Officinale Anxantica (FOA), che sia condiviso sinergicamente con gli altri partner produttivi ed orientato verso ordinamenti colturali più in linea con le contemporanee esigenze di salute e di sana alimentazione provenienti dal mercato.

Un percorso da avviare con l’obiettivo di accompagnare le aziende agricole del territorio nell’adozione consapevole di una strategia di diversificazione produttiva – tendendo al raggiungimento di un regime certificato di qualità, il cui «valore distintivo» rimane insito nel radicamento che le produzioni locali devono mantenere rispetto al proprio luogo di origine – in grado di generare positivi riflessi sui loro assetti competitivi e, dunque, sulle conseguenti performance economiche.

Pertanto, la salvaguardia e, anzi, la valorizzazione della biodiversità di quei luoghi non potrà prescindere dalla creazione di una «micro-filiera officinale» che possa rilanciare l’economia complessiva di quest’area interna: rimane questo il più importante traguardo che il Progetto IntelliGenes vuole tagliare, condividendo il valore aggiunto generato dall’iniziativa con le comunità agricole native che animano quel territorio.

E’ insito in ciò il massimo potenziale vantaggio che l’intero Sistema Agricolo ed Agro-Industriale della Valle d’Ansanto potrà trarre dal Progetto IntelliGenes.


Obiettivi e Protocollo

I principali obiettivi del Progetto IntelliGenes possono essere condensati nei seguenti punti strategici:

– analizzare scientificamente le caratteristiche della Flora Officinale Anxantica (FOA), resa potenzialmente «differente» nei profili genetico e metabolomico da un meccanismo di influenza riconducibile alla Mefite, che potrebbe avervi infuso una «connotazione di diversità», rispetto alla omonima flora spontanea di altri luoghi, in termini di attività biologico-funzionale ad essa riconducibile;

– avviare la «prima sperimentazione agronomica» delle specie officinali appartenenti ad un «primo panel rappresentativo» della flora censita nella Valle d’Ansanto – all’interno di due contesti distinti, secondo un modello comparativo utile a comprendere il ruolo dell’ambiente sullo sviluppo di particolari caratteristiche – in ragione della redazione di specifiche «schede colturali» utili, in primis, ad eseguire un test di sostenibilità di una più ampia pratica agricola e, in secondo luogo, ad ottenere la massimizzazione quali-quantitativa della produzione di sostanze funzionali al loro interno;

– giungere allo sviluppo formulativo di «prototipi di prodotto» innovativi sia per la matrice vegetale di derivazione sia per il radicamento al territorio di origine delle specie officinali impiegate per la loro produzione, delineando un «prototipo di modello (di sviluppo territoriale)» altrettanto innovativo, utile a favorire l’avvio di un programma di rilancio dell’economia complessiva della Valle d’Ansanto che sappia far leva sulle «eccellenze agro-naturalistico-ambientali» che rappresentano l’essenza stessa delle propria biodiversità, salvaguardando le risorse floristiche autoctone, anche eventuali specie endemiche a rischio estinzione, e tramandando il “patrimonio culturale immateriale”, anche riscoprendo le Eminenze Botaniche del luogo (leggasi, in primis, Giovanni Gussone), legato alle antiche conoscenze in fatto di medicina popolare. 

In linea più generale, il Progetto IntelliGenes mira a rendersi «scalabile» dalla propria originaria condizione di progetto-pilota ad una più ampia di best practice a favore dell’intera Valle d’Ansanto, attraverso una mirata attività di divulgazione e disseminazione dei risultati raggiunti volta a coagulare, attorno all’impianto originario, un network sempre più esteso e co-operativo di attori economici e player del mondo accademico e della ricerca, oltre che di stakeholder e policymaker

In questo senso, il Capofila del Progetto IntelliGenes ha siglato un Protocollo d’Intesa congiunto con le Amministrazioni Comunali di Villamaina, Rocca San Felice e Sant’Angelo dei Lombardi – paesi nei quali insistono le aziende agricole aderenti al partenariato – finalizzato ad implementare una logica di co-progettazione tra pubblico e privato funzionale al rilancio dell’economia del territorio mediante azioni concrete e dai risultati misurabili.


News


Il Progetto Operativo di Innovazione è finanziato a valere sulla Misura 16 – Sottomisura 16.1 – Tipologia di Intervento 16.1.1 Azione 2 del PSR Campania 2014 – 2020,
in attuazione della Strategia di Sviluppo Locale del GAL ATS AISL (GAL Irpinia Sannio – GAL CILSI) – Misura 19 – Sottomisura 19.2